Autore: Clery Celeste

Clery Celeste (Forlì, 1991) è laureata con lode in Tecniche di radiologia medica presso l’Università di Bologna, lavora come tecnica radiologa a Forlì. Da gennaio 2015 fa parte della redazione di Atelier Poesia sezione on-line, da gennaio 2018 ne è la direttrice editoriale. Collabora con Pangea.news da maggio 2019. È stata vincitrice di numerosi premi: “Tropea Onde Mediterranee”; “Agostino Venanzio Reali”; “E. Cantone”; “Pro Loco Fiume Veneto”; “Biennale internazionale dei Giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo”. Risulta finalista nel Premio Rimini (2014) e al premio Galbiate (2016). Suoi testi sono stati pubblicati su riviste e siti e nella antologia Post ‘900 Lirici e Narrativi, Ladolfi editore 2016 a cura di Isabella Leardini e Matteo Fantuzzi, e nell’antologia Abitare la parola, poeti nati negli anni novanta (Ladolfi editore, 2019) a cura di Eleonora Rimolo e Giovanni Ibello. Nel 2019 esce per Edizioni Gattili “La vita distesa”, piccolo libro d’arte a edizione numerata e limitata con un inedito. La traccia delle vene (LietoColle editore – Pordenonelegge, 2014) è la sua opera prima (nel 2015 è stata vincitrice del premio Elena Violani Landi per opera prima, premio giovani Maconi sezione autori giovani, menzione speciale premio Carducci, premio Solstizio). Nel 2018 è stata selezionata come finalista per il premio Cetonaverde poesia.

L’arte come frattura e trauma. Tredicesimo manifesto degli imperdonabili

La nascita del movimento degli imperdonabili segna il ritorno della critica e del dibattito sul piano delle idee, il confronto anche acceso tra poetiche e tra visioni del mondo e sull’idea di lettore che vogliamo coltivare: un evento che risponde all’appello dell’epoca alla transizione, qualcosa per cui valga la pena appassionarsi e parteggiare.

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