Gli Imperdonabili indicono il Premio Nazionale Topoligio 2020

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In questo meraviglioso 2020 abbiamo notato il modo di affrontare la cosiddetta pandemia da parte di scrittori e intellettuali. Gente che scrive, fa incontri pubblici, rilascia interviste e si è fatta una carriera – per dirne una – contro il fascismo, la fame nel mondo, la pace sulla terra, la sconfitta di tutti i cattivi dell’universo, e che ora propugna mascherina e distanziamento per “riabbracciare i nostri cari nonnetti” perché c’è tanta paura, c’è tanta paura signora mia! Persone del mondo della cultura impaurite come anitre al passaggio del segugio, gente che sta cercando di sentirsi partigiana della resistenza al “coviddi” seduta sul divano a scrivere e fare dirette Facebook per presentare davanti a una webcam il proprio libro appena uscito. Insomma, alla fine vorremmo istituire il Premio Topoligio 2020 per scrittori, intellettuali, poeti e giornalisti che si sono distinti per aver totalmente accolto la narrazione del governo, di radio e tv affiliate a gruppi d’interesse, senza porsi nessuna domanda in merito a controsensi, banalità, sonore cantonate, coinvolgimenti politici e industriali celati da buonsenso che nulla hanno a che fare con la medicina. Nuove figure di questi anni ’20, filogovernative, conniventi (a loro insaputa), impaurite dalla paura stessa, bloccate dal terrore, amuchinodipendenti, attivisti del guanto in lattice, sepolti in casa, che troviamo giusto premiare per la loro cupidigia pandemica.

Nessuno è negazionista, ci mancherebbe altro, però farsi la fatidica domanda del filosofo, chiedersi “Perché?”, chiedere conto, denunciare, ci pare il minimo sindacale per chi, fino a ieri, vinceva premi letterari e gonfiava il petto con la targhetta di peltro in mano e la scritta “Vince questo bel premio il scritore“.

Segue una rassegna – aggiornata ogni giorno – grazie alle segnalazioni che provengono dal web,

Per far partecipare il proprio beniamino, il proprio eroe dei due mondi – quello reale e quello immaginario raccontato spesso dai Media – puoi inviare lo screenshot dei post, delle interviste o delle dichiarazioni fatte su qualsiasi portale a:

gruppoimperdonabili@gmail.com

Aggiornamento del 31 dicembre 2020: Pangea News rilancia il bando per il Premio Topoligio 2020 dedicato agli “intellettuali di regime” Covid19. Grazie alle proiezione dei singoli post in un intertesto collettivo è facile notare come i nostri giornalisti e scrittori non siano altro e perlopiù che meri ripetitori di luoghi comuni, opinioni in affitto, slogan, manipolati alle volte con un qualche accento soggettivo di natura impressionistica, per sembrare autodeterminati, ma molto più spesso restituiti (o urlati) in forma di stereotipo. Gli hanno fatto credere di essere migliori della massa e che la cosa più “autorevole” da fare sia rivolgersi, da pastori, alle pecore. Ne emerge un ritratto da “pastorizia collettiva alla greppia del potere” abbastanza imbarazzante. Chiunque conosca la storia sa che è sempre andata in questo modo: gli istruiti si rendono collaborativi portavoci della propaganda per ottenere o mantenere i propri privilegi, mentre quanti non hanno i mezzi per discernere o per restare indipendenti si dibattono tra illusione, incredulità, fatalismo. Pochissimi, gli oppositori. Questo premio è dedicato a loro, con i migliori auguri di imperdonabile rivalsa.

Motivazione: il Premio Campirla 2018 scrive un libro sulla cuoca di Hitler e poi se la prende con quanti non rispettano nel modo “che più ligio non si può” le disposizioni del Potere. Per fortuna “hanno vinto gli altri” e non il disagio psichico: alla combattiva Giovanna d’Arco del distanziamento resta comunque la candidatura al Premio Topoligio 2020.
Motivazione: L’autrice Fazi impiega due parole “scientifiche” ad cazzum – direzionare il droplet – per inventare una nuova fattispecie di contagio utile all’imposizione dello Stato etico.
Motivazione: Il “due volte Premio Strega” non può che avere due volte ragione.

Motivazione: L’insegnante Romana Petri è tornata più volte sulla necessità di chiudere le scuole, ligia al detto: “Lavorare… Sarebbe bello… Averne il tempo!”
Motivazione: Il critico e scrittore resta lucido, indipendente e “apolitico” nonostante la distanza ideologica dal governo Conte e dall’alto di questa distanza (politica e apolitica) può anche elogiare Serra senza che il fatto lo renda organico al mainstream o in sospetto di simpatie governative.
 Motivazione: l’ex giovane autore Mondadori, artista a New York, suggella la sua alleanza col nuovo vaccino e big pharma. 

Motivazione: Il saggista tutto “compìto” nel ruolo dello studioso della morte, terrorizzato da un raffreddore e da una cacarella invita all’onanismo mascherato.
Motivazione: Garlini, empatico, si emoziona a sentire la parola vaccino. E noi ci emozioniamo con lui candidandolo al Premio!
Motivazione: Cronaca, politica, esteri, economia, inviato in ex Jugoslavia durante la guerra. Ma, soprattutto, caporedattore. Venticinque anni all’Unità, poi esperienze in altre testate nazionali, dal Secolo xix al Corriere della sera. Dal 2018 ad Huffington Post. Dal 2020 colonna portante del Minculpop, come uomo di lettere pretende la totale adesione alla lettera dei decreti.
Motivazione: il Natale è precetto assoluto e nazional-popolare, invece i gatti sono il corredo empatico essenziale per superare l’infantilismo del governo e l’ultracinismo dell’opposizione.

Motivazione: il filosofo è in grado di analizzare un fenomeno anche senza interrogare le fonti, gli informatori. La diagnosi di follia si ottiene direttamente dal regno delle idee, senza bisogno di confronto con la realtà umana.
Motivazione: Per tutti i mesi un lavoro certosino atto a creare il panico cercando di tenere un basso profilo. Un colpo al cerchio, un colpo alla botte. Il giornalista entra a pieno diritto tra i candidati al Premio Topoligio 2020
Motivazione: Questo autore ha vinto il premio Campirla 2019, con uno dei tanti “libri per vecchi” che i nostri scrittori pubblicano da anni al preciso scopo di vincere premi, farsi recensire e magari leggere dagli anziani al comando – in effetti, l’ultimo pubblico di lettori, ancorché sempre più ridotto e svanente, che ci rimane in Italia. È un circolo vizioso che porta a sposare la causa del sistema – il paradigma immunitario geriatrico – anche davanti alle disposizioni più deliranti. Qui assistiamo al momento in cui l’autore pone sé stesso a misura dell’umano sentire disponendo l’utilità della mascherina per motivi di decoro estetico personale e del distanziamento per motivi di “misantropia costituzionale” allargata
Motivazione: dopo aver implorato, in primavera, l’abolizione delle Camere per il rischio di contagi, qui l’assessore alla cultura del Pd e scrittore per hobby Christian Raimo si lancia alla disperata ricerca di “film, serie, videoclip” dove compaiano le amate museruole (e oggi è stato finalmente accontentato).
Motivazione: Esaltato dalla velocità con cui big pharma salta i passaggi necessari per bruciare le tappe e salire in borsa, lo scrittore dà per scontata l’efficacia del vaccino sperimenale perfino nella cura del cancro! Così salta a pie’ pari alla candidatura per il Premio Topoligio 2020!
Motivazione: la poeta ritiene, come Nicola Lagioia, che Trump sia peggio di Hitler e che i decessi negli Stati Uniti siano collegati alla volontà di sterminare gli anziani; tuttavia ci sono aspetti che non si incastrano nelle ideologie dominanti (specie in quelle che vengono spacciate per un qualche tipo di scienza). Per esempio Il vaccino Moderna è il secondo ad ottenere una Emergency Use Authorization, in USA., quindi sarà il secondo ad essere usato in Europa, e si conserva in un normale freezer. Ebbene senza Operation Warp Speed non sarebbe stato possibile e Operation Warp Speed è una creatura di Trump, il negazionista antiscientifico. Joe Biden l’aveva definita inutile e troppo costosa, per questo Moncef Slaoui, a capo dell’operazione, ha voluto parlare con Biden (probabilmente temendo che il presidente neoeletto avrebbe cancellato tutto in quanto “roba di Trump” https://uk.reuters.com/…/biden-transition-u-s…). Poiché non sa nulla di tutto questo o, peggio, non le interessa dirlo, la poeta populista invita ad abbonarsi al Corriere, dove potremo abberverarci a fonti di intelligenza e indipendenza cristalline come quelle della Capua, la cacciatrice di rime buccali specie se in dialetto calabrese, e di Paolo Giordano, il teorico dell’«esponenziale infinita» applicata tuttavia, come altri matematici, a una “curva” – leggasi curva – epidemica. Candidatura al premio Topoligio 2020 meritatissima.
Motivazione: astro nascente del giornalismo. Un tempo giovane brillante promessa, oggi solito eccesso di zelo! Con piacere lo candidiamo al Premio Premio Topoligio 2020
Motivazione: l’autorialismo, fenomeno tipico di chi pubblica tanto ma non ha alcun ruolo da “fondatore di discorsività” al di fuori dell’industria culturale, genera mostri: lo scrittore senza opera è talmente squilibrato nel suo ruolo di generatore automatico di dissacrazioni per begonzi, che quando fa post o scrive qualcosa sulla costruzione di emergenza epidemie, nemmeno si accorge di seguire la narrazione mainstream sul virus e quindi di essere un candidato perfetto per il Topoligio 2020.
Motivazione: la sorella di Giuseppe Genna, Gisella Genna, fa la poetessa (il genio, non la raccomandazione, circola in quella famiglia GG come in tutte le famiglie di Geni, tipo quella dei f.lli Christian e Veronica Raimo o dei Glass in Franny e Zooey) ci offre questa chicca: quando un’idea di poesia si tramuta in rassegnazione nasce un pensiero dimesso perfetto per il Premio Topoligio 2020.
Motivazione: quando ancora esisteva la sinistra, non era infrequente che autori, intellettuali, giornalisti si battessero contro le ingiustizie, il Potere, a favore degli sfruttati. Oggi no. Oggi gli scrittori stanno dalla parte dei poteri forti e dei più deboli di mente. Ci sembra più che meritata la candidatura al Premio Topoligio di due giganti della scrittura emotiva e dell’ideologia populista contemporanea: Bussola e Di Paolo.
Motivazione: C’è una nuova figura di intellettuale, emersa con la pandemia: lo scrittore in astinenza. Questa figura ha sempre bisogno di notizie tragiche, esagerate, inesatte, da farsi inoculare nella testa a meno 80 di Q.I. Buonanno è l’avanguardia del pro-vax e mobilita la sua bolla contro un fantomatico nemico del popolo per avere la dose, percepita quale “merce rara” e dunque preziosissima (come da indicazioni burioniste di turbomarketing). Candidatura al Topoligio per l’impegno…
Motivazione: Durante la notte di Natale, l’autore medita sul nostro tempo e si proietta in piena pestilenza. Davanti alla peste medievale, nessun dubbio. Con un occhio al calendario, invece, una meritata candidatura al Premio Topoligio 2020.
Motivazione: Invece di disprezzare coloro che giornalmente da un anno disinformano su contagi e virus, cambiano idea ogni due per tre, la giornalista dice di disprezzare quelli che ne vorrebbero sapere di più in mezzo a tutto questo bailamme. Inutile accampare distinguo o riflettere sull’infodemia, che sta bucando tutti i palloni. Rifiutare o esitare è sinonimo di negare per il solo gusto di farlo. Quindi la platea di no vax si allarga a dismisura e vanno a ingrossare le fila dei negazionisti medici, infermieri, guardie, amministratori, sindacalisti, avvocati, scienziati, preti, vigili urbani, spazzini, giornalisti e redattori. Non c’è il rischio che se ne infili troppi nel sacco il sacco se sfonna? Assolutamente no. Lei è per il Credere, Obbedire, Controbattere. Sempre e comunque. Purché non si tocchino i poteri forti. Per questo, con grande piacere, la candidiamo al Premio Topoligio 2020.
Motivazione: La filosofa del Il Fatto, Il Foglio, Linkiesta.it, ha fatto una scoperta sconcertante dopo studi su studi di Platone, Witgenstein, Deleuze, Sartre: l’essere umano muore. Candidatura al Premio Premio Topoligio per la serie “fattene ‘na ragione”,
Motivazione: Dopo aver protestato, giustamente, contro il sistema di cooptazione universitario e la casta dei baroni, la studentessa a vita ha finalmente ottenuto nel 2019 una rubrica di poesia su Repubblica/Roma. Da allora non saluta più i vecchi compagni di protesta, ma è diventata ligia, ligissima. Oggi si sente come Simone de Beauvoir e il suo Sartre è Leonardo Colombati, esponente della cosidetta «sinistra mocciosa», col quale condivide una scuola di scrittura (la Molly Bloom, diretta anche da Emanuele Trevi e Paolo Giordano) dove si sfornano ogni anno nuovi disoccupati di fascia alta.
Così la candidiamo al Premio Topoligio 2020.
Motivazione: Chi non ha nessun dubbio, in generale, è un vero coglione. Il vaccino come religione? Anche no, grazi.e
Motivazione: con questo pezzo il giornalista, che non ha i dubbi dell’Ema sulla capacità del vaccino di impedire il diffondersi del contagio, elabora a uso e consumo del populismo di sinistra una fantomatica minoranza di individualisti da trasformare in minaccia alla sopravvivenza della Nazione; meriterebbe di vincere anche l’edizione del Premio Topoligio 2021.
Motivazione: Ligia a 1 metro di distanza. Quando acquistare la cicoria assurge a critica sociale, stai sicuro che c’è la Murgia. Premio Topoligio, occhi* malocchi* prezzemol* e finocchi*. Anche se nel linguaggio murgiano l’ultima parola non si potrebbe neanche pronunciare.
Motivazione: È partito a cannone insultando le persone che non uscivano di casa spaventate dal virus, perché preoccupato della cancellazione delle sue serate a teatro. Si è convertito all’ortodossia terroristica e si è trasformato in squadrista di regime (supportato dagli stessi che cinque minuti prima aveva insultato e irriso), quando ha capito che scrivendo instant book sul Covid faceva più soldi che a teatro. È riuscito a fare del finto moralismo ipocrita enfatizzando il numero di decessi per Covid e nel contempo a pubblicizzare il suo libro in calce al post, rendendo manifesta la finalità commerciale della sua attività sui social e la sua natura di sciacallo. Ha condiviso un post in cui una pazza esaltata augurava a centinaia di migliaia di persone di “morire come le mosche” senza che nessuno alzasse un sopracciglio (men che meno FB, che non ha ravvisato gli estremi per prendere provvedimenti).
L’ultima che ha combinato in ordine di tempo è stato agganciare a una fake news il suo solito mix di turpiloquio e insulti squadristi, senza poi chiedere scusa e cancellare il post quando l’informazione si è rivelata completamente falsa. Candidatura al Premio Topoligio 2020/2021, come Serra.
Motivazione: Accettazione prona di come va il mondo, di come va la narrazione. Un tempo “porci con le ali”, ora porci l’altra mano al pesce morto o guizzante e stai muto. Rassegnazione felice. Candidatura al Topoligio per il torpore apparente e reale alla scrittrice caustica e irriverente Lidia Ravera.
Motivazione: Anche Alberto Rollo, influente editor per la narrativa industriale a cavaliere tra i due secoli. asseconda la poetica del balcone.
E forza, ce la faremo. Applausi e Fratelli d’Italia. 50 anni di lotte e impegno civile finiti in una casa di ringhiera.
Per questo e altro il Premio Topoligio si rende necessario come ricompensa di una vita.

Motivazione: Sempre per la serie “frigno e rassegnazione”, rigorosamente senza argomenti originali e senza valutazione di responsabilità politiche se non in riferimento a Zangrillo e quindi alll’odiato centrodestra, volentieri riceviamo la candidatura del premio Strega 2018 al Premio Topoligio 2020.
Motivazione: Se si raccontasse cosa avviene durante una visita dal proptologo per un’ispezione rettale o una colonscopia, si impressionerebbe anche Rocky Balboa. Questi invece raccontano quel che avviene in un reparto medico. Senza pietà, sovraespongono vicende intime, personali, familiari, dimenticando che esiste la discrezione, il senso di pietà, la misura… Invece devono spettacolarizzare il dolore. Viceversa lo spettacolo della pronazione intellettuale è poco noto ma raccapricciante. Candidatura al Premio Topoligio 2020/2021 per pornografia in corpo 18.
Motivazione: Quelli che pubblicano un libro e già mandano messaggi alla nazione promuovendo museruola e puntura punitiva.
Premio Topologio per l’umiltà a Cavazzoli.
Motivazione: ogni occasione è buona per slinguazzare il governo italiano, che oggi vanta – grazie alle sue “misure draconiane” – uno dei peggiori risultati al mondo. L’Inghilterra ha poi cambiato indirizzo seguendo altri Paesi europei sul versante suicidario del “lockdown totale”: i risultati sono oggi davanti agli occhi. Se non lo avessero fatto sarebbe andata peggio? Ormai sappiamo che non è così, lo dimostrano quei Paesi (Sveiza, Olanda, Svizzera) che non hanno seguito le indicazioni dell’opinione pubblica sobillata dall’infodemia e il caso ormai di scuola del Nord e Sud Dakota, dove opposte strategie epidemiologiche hanno prodotto risultati sovrapponibili. Detto questo, candidiamo questa «giornalista e scrittrice,
che vive tra Londra e l’Italia, scrive di cultura, attualità e varia umanità per Il Fatto Quotidiano, l’inserto culturale del Sole 24 Ore e Vanity Fair»
al Premio Topoligio 2020 soprattutto per la circostanza di aver candidato al Nobel la sanità italiana.
L’avanguardista dall’outfit inappuntabile, affascinato dall’ologramma con al pochette, scambia lo stato di necessità economica, sociale, psicologica in cui versa il Paese ormai è un anno per “frustrazione”, quindi individua una facile categoria-bersaglio su cui convogliare la sua, di frustrazione: i “bottegai fascisti”. Candidatura al Topoligio in posa d’antan.


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