L’incontro di mercoledì con Flavia Mastrella

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Mercoledì, in via eccezionale alle 20,30, discuteremo su Fuori Controllo con l’artista, scultrice, regista di cinema e teatro Flavia Mastrella, l’inseparabile sponda artistica di Antonio Rezza, con cui abbiamo dialogato lo scorso 2 aprile: ripartiremo dalla loro dura presa di posizione contro il modo di gestire la pandemia, specie in rapporto al teatro, per poi articolare le nostre considerazioni facendo riferimento, per esempio, a quanto da lei scritto in questo ampio e imperdonabile articolo sullo stato dello Stato (dell’arte?) dopo la rivoluzione covidista.

«Nella civiltà pre-Covid la crisi delle attività teatrali galoppava, gli autori si orientavano a realizzare “prodotti culturali” col metodo taglia e incolla a scapito dei classici: in realtà, lo sfaldamento della logica dei copioni tranquillizzava lo Stato e gli operatori, ma portava gli spettatori alla disperazione, anno dopo anno sempre meno persone frequentavano il teatro, i gestori non offrivano programmazioni coraggiose, non rischiavano. La crisi, infatti, era dovuta alla mancanza di incassi, i teatri, i musei, le biblioteche, erano quasi vuoti, lo Stato li finanziava, ma a nessuno era permesso di riesumare la cultura, né di raccontare il presente nel piccolo evento non catastrofico ma significativo. L’intelligenza e l’ironia erano bandite a favore di un distaccato sarcasmo, dell’attualità si raccontavano solo le tragedie global, i migranti, le catastrofi ecologiche, i femminicidi, ecc. Repliche piene di correttezza, affrontate con una falsa tristezza che possono raggiungere solo attori e autori delle confraternite culturalmente facoltose.»

Qui il suo sito con la biografia ufficiale.


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