Una manica di scrittori a grancassa del discorso confermativo del potere

Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Gli scrittori sono mercanti di idee di seconda mano

In “Road from Mont Pelerin” di Mirowski e Plehwe si racconta che nel processo di affermazione del paradigma neoliberista, Friedrich Hayek si proponeva di intercettare e condizionare i “mercanti di idee di seconda mano”: i giornalisti, gli scrittori, gli accademici umanisti, gli insegnanti. Non si può dire che quel progetto non abbia funzionato. Il neoliberismo è egemonico al punto che “there is no alternative”…

Sebbene mi stia interessando per altre ragioni di neoliberismo e alternative solidali, qui mi importa che questa nostra bolla di scrittori e umanisti sappia che un’intera classe dominante ci considera “mercanti di idee di seconda mano”. Hanno ragione? La vicenda del Mont Pelerin Society è del primo dopoguerra. In quegli stessi anni Martin Heidegger, filosofo liquidato dalla cancelling culture a causa dei Quaderni Neri, parlava della Poesia, Dichtung, come parola capace di aprire orizzonti, ampliare il possibile, “esporre il mondo e mettere avanti la terra”, nel suo linguaggio esoterico.

Altroché seconda mano! Gli eventi dell’essere sono appunto la parola poetica, le rivoluzioni scientifiche, gli accadimenti politici che modificano il modo di percepire la realtà (per Hiedegger molto di più, pongono l’essere, se lo vogliamo urbanizzare diciamo che modificano il modo in cui intendiamo, comprendiamo le cose del mondo, cambiano il sistema di relazioni essenziali).

Eppure la storia ci dice che Heidegger è stato spazzato via, Hayek ha vinto, anzi ha stravinto.

Se pensiamo agli eventi dell’essere del filosofo nero (foresta, quaderni, quello che volete voi, sempre nero è) ci vengono in mente la relatività (o l’invarianza della velocità della luce come la rilegge Nozik), la psicoanalisi, le torri gemelle, il muro di Berlino preso a picconate, Lehman Brothers, il COVID-19. Niente parola poetica. La letteratura è diventata irrilevante oppure mercato di idee di seconda mano. Mi sembrano fatti, poi possiamo accanirci su ragioni e conseguenze. Io tento, tra le tante, una possibile causa: la ricerca del consenso.

Consenso uguale lettori, uguale vendite. Ma anche consenso uguale megafono delle idee egemoniche, uguale appiattimento. Gli scrittori sono per lo più grancassa del senso comune, professionisti del discorso confermativo; ben che vada, produttori di giochi, trastulli e passatempi per mettere in pausa il cervello. Per sfocare i problemi essenziali. Per rinchiudersi nel calore dell’io con una tazza di tisana, la copertina e il gatto.

Oppure sono irrilevanti.


Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •